Titolo: Architettura Tardobarocca
Autore: Christian Norberg-Schulz
Editore: Electa
Collana: Storia Universale dell'Architettura
Pagine: 220
Illustrazioni: 347
Formato: 22x24 cm
Legatura: brossura con alette
Anno: 1972
Codice ISBN: 88-435-7363-2
Prezzo (di copertina): 28,50 Euro
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Con il secolo dell'Illuminismo, l'esperienza si pone come l'unico metodo conoscitivo possibile, rivoluzionando i termini del pensiero tradizionale. Tuttavia le vecchie forme non vengono dimenticate, e fin verso il 1760, dal linguaggio barocco propriamente detto l'architettura evolve nel ricco etimo tardobarocco e rococò. Il volume analizza in primis la nuova immagine del landscape come si sviluppa nel corso del diciottesimo secolo in relazione alle grandi trasformazioni urbane. Ampia parte del testo è dedicata alla tipologia della "chiesa", con particolare attenzione alle interpretazioni elaborate nell'Europa centrale e in Piemonte, dove il linguaggio tardobarocco trova un magistrale interprete nella figura di Bernardo Vittone. L'altro grande tema tipologico è quello del "palazzo", qui analizzato nelle molte varianti in Francia, Italia, Austria, Germania, Russia e Inghilterra. Il libro si chiude con una mirabile panoramica sulla varietà architettonica settecentesca.
LA COLLANA STORIA UNIVERSALE DELL'ARCHITETTURA
Una documentazione globale, enciclopedica, unita alla perspicuità ed essenzialità del saggio particolare è l'elemento caratteristico di questa serie di volumi che scandiscono le tappe essenziali dell'architettura, non solo o non tanto come riparo fisico, puro fatto contingente e necessitante, in quanto condizionato dalle componenti tecniche ed economiche, ma quale formidabile mezzo espressivo, non solo a livello individuale. Ad una verifica generalizzata, nel tempo e nello spazio, dai primordi medio-orientali, alle misteriose piramidi maya, l'architettura si rivela specchio eloquente di civiltà, inesauribile nelle significazioni e nelle provocazioni. La serie, piuttosto che a criteri di sistematizzazione estetico-filosofica, che avrebbero comportato per coerenza una rigida limitazione degli apporti critici, secondo scuole e tradizioni nazionali, ubbidisce a un preciso senso di universalità anche per quanto riguarda gli apporti della ricerca senza distinzione di lingua e di cultura; si crea in tal modo un confronto dialettico e una continua verifica dei fenomeni, la visuale storico-metodologica nel cui ambito la ricerca si è sviluppata può ben dirsi "occidentale" in senso comprensivo e sovrannazionale, dalla tradizione germanica a quella anglosassone a quella latina, corretta in senso dinamico da una giusta integrazione degli apporti complementari, e pur tanto essenziali, delle civiltà che intorno a questo blocco hanno agito per contrasto o per simbiosi, dall'Oriente all'estremo all'Islam, dall'organizzazione primitiva ai miti solari dei popoli precolombiani.
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