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Titolo: Trattato di Architettura, Libro IV. Regole generali di architettura di Sebastiano Serlio bolognese sopra le cinque maniere degli edifici cioè toscano, dorico, ionico, corinthio e composito con gli esempi de l’antiquità che per la maggior parte concordano con la dottrina di Vitruvio. In Venetia, 1544
Autore: Sebastiano Serlio
Editore: Editrice Librerie Dedalo
Collana: Vitruvio e i suoi eredi
Pagine: introduzione pagine XLIX, testo pagine LXVIII
Formato: 21 x 30 cm, in brossura, copertina a bandelle
Anno: 2007
Prezzo (di copertina): 34,00 Euro

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Dal saggio introduttivo di Alessandro Pierattini:
Da sempre al centro di un animato dibattito, il Trattato di architettura di Sebastiano Serlio ha suscitato giudizi discordi sia tra i suoi contemporanei che nella storia successiva fino quasi ai giorni nostri. Il motivo va ricercato nelle posizioni ideologiche o culturali dei rispettivi commentatori nel loro confrontarsi con un lavoro senza precedenti.
Rifiutando il tradizionale approccio assiomatico vitruviano e albertiano, l’opera serliana tratteggia il tipo del moderno manuale illustrato, e compie un’operazione organica e consapevole di riforma della teoria architettonica orientata verso la liberalizzazione del sapere. Il tono asciutto e l’approccio pragmatico consegnano il Trattato ad una platea di lettori vasta ed eterogenea; l’immediatezza didattica basata sulle immagini e il vasto repertorio di «esempi» ne fanno strumento prezioso per tecnici e dilettanti. E la stampa, le cui potenzialità Serlio seppe cogliere con perspicacia, innescò un fenomeno mediatico di portata straordinaria.
Nello stesso periodo in cui nasceva il Trattato, una fioritura di altri manuali dischiudeva a un pubblico sempre più esteso le porte dei diversi campi dello scibile: il De umani corporis fabbrica di Andrea Vesalio, l’Herbarum vivae eicones di Otto Brunfels, il De historia stirpium di Leonhart Fuchs sono tutti degli anni trenta e quaranta del Cinquecento. Sebastiano Serlio fu tra i primi, e il suo contributo rappresenta un punto di svolta imprescindibile nel pensiero architettonico occidentale.
Il Libro IV, di primaria importanza nell’economia del trattato, espone le Regole generali di architettura, ovvero la teoria degli ordini architettonici attualizzata alla luce delle esperienze dei più alti interpreti rinascimentali, da Bramante a Raffaello.
Pubblicato a Venezia nel 1537, esso doveva fornire ad architetti e committenti veneti le chiavi della «bella maniera» degli antichi: di lì a poco, la stessa situazione si sarebbe ripetuta in Francia: la corte, che ambiva a ritrovare uno stile aulico, guardava con impazienza al classicismo italiano; e la «bella architettura», come una lingua, veniva divulgata, con tanti onori a chi, come Serlio, la recava in dote.

Alessandro Pierattini


Il Trattato di architettura di Sebastiano Serlio rappresenta un’operazione organica e consapevole di riforma della teoria architettonica orientata verso la liberalizzazione del sapere.
L’approccio pragmatico alla disciplina, la didattica immediata ed efficace ed il vasto repertorio di «esempi» ne fecero strumento prezioso per architetti e committenti, consegnandolo ad un pubblico vasto ed eterogeneo.
Il Libro IV, edito per primo, a Venezia, nel 1537, affronta la questione della teoria degli ordini, fondamentale nel dibattito architettonico del Rinascimento.
Le Regole generali di architettura mostrano il canone formale della «bella maniera», sintesi tra le fonti classiche - Vitruvio e i monumenti - e il classicismo bramantesco. La regola, interpretata con spirito assai poco dogmatico, si confronta con il suo opposto dialettico, la deroga: se la prima è guida imprescindibile, la seconda appare lecita perché «alla maggior parte degli uomini […] piace la novità»; ma, per poter essere apprezzata, la deroga dipende pur sempre dalla regola che essa contesta. Nel testo architettonico si legge così un compromesso costante tra originalità e ridondanza, che consente alla novità di essere assimilata e al linguaggio di arricchirsi via via per successive aperture.


Alessandro Pierattini, architetto,è stato allievo di Paolo Marconi, presso l’Università di Roma Tre. Per i tipi della Editrice Dedalo sta per pubblicare il Manuale del Restauro Archeologico di Ercolano ed ha curato la ristampa di L’Architettura di Marco Vitruvio Pollione tradotta e commentata da Berardo Galliani, Editrice Dedalo Roma 2005 nella collana "Vitruvio e i suoi eredi".


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