Titolo: Novoli: alla periferia delle grandi trasformazioni: edilizia economica e popolare nel secondo dopoguerra
Autori: Osanna Fantozzi Micali, Elena Lolli
Editore: Alinea Editrice s.r.l.
Illustrazioni: immagini in bianco e nero
Pagine: 160
Formato: 17 x 24 cm
Anno: dicembre 2007
Codice ISBN: 978-88-6055-197-9
Prezzo di copertina: 16,00 Euro
Prezzo archimagazine (sconto del 15%): 13,60 Euro
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Il terzo quaderno di Restauro Urbano/strumenti di lavoro si inserisce in un
filone di studi particolarmente esplorato in questi ultimi tempi sia a livello
generale che locale: da un lato le periferie urbane - l'altra città - e le
abitazioni popolari, dall'altro il grande cantiere fiorentino di Novoli in fase
di avanzata realizzazione.
Nato con l'intento di indagare il diffondersi dell'edilizia economica a partire
dalla legge Luzzatti del 31 maggio 1903 relazionandola con quella già presente
nei centri storici, il quaderno attuale, considerata l'essenzialità della sua
natura, i tempi lunghi del lavoro degli studenti e le pubblicazioni uscite nel
frattempo, si è concentrato su una fetta esigua del suo programma iniziale che
ha consentito però una trattazione più approfondita e capillare. L'argomento si
è quindi ristretto a considerare l'edilizia economica e popolare edificata nel
primo periodo del secondo dopoguerra nell'area di Novoli ai margini dei grandi
lavori - susseguenti alle dismissioni della zona industriale della FIAT - che
stanno interessando il settore centrale della zona e alcune appendici.
Nel cambiamento di ruolo e di funzione di questo settore della città, nel suo
ridisegno ed ammodernamento, le case popolari, insieme alle antiche chiese e
cappelle, ai residui di strutture gentilizie, offesi e soffocati dall'edilizia
recente, rimangono con la nuova Pignone, i mercati, i cimiteri e le chiese
degli anni Cinquanta, a testimonianza di un susseguirsi delle stagioni della
nostra storia.
L'area di Novoli rappresenta peraltro, ancora, un significativo campionario
tipologico dell'edilizia popolare pre e post bellica, per quanto alcuni
esemplari, come le case minime, siano stati abbattuti e spesso sostituiti. Una edilizia
che, contrariamente al quartiere pianificato dell'Isolotto (con i suoi
fabbricati d'autore) si incunea entro aree delimitate in mezzo a fabbriche,
cimiteri, mercati, perimetrata talvolta da scarpate ferroviarie o argini
artificiali di torrenti o da strade a scorrimento veloce, a saturare in parte quest'ampia
riserva di terreni e a creare un esteso alveo ricettivo, talvolta programmato
per settori con propri punti di riferimento e propria viabilità secondaria,
talvolta seguendo un progetto che risulta quasi casuale.
Sembra materializzarsi qui la risposta alla fame di abitazioni successiva alla
guerra e alle sue distruzioni, e anche alla stasi edilizia dell'ultimo periodo
del ventennio fascista, ma nonostante la necessità pressante qui, come altrove
nella periferia, la volumetria appare contenuta e il linguaggio quasi dimesso
ma con una sua dignità specialmente in alcuni esempi, mentre la qualità della
distribuzione interna può considerarsi discreta.
In altre parole, se da un lato la polifunzionalità dell'ampia area consente il
persistere di questa tipologia abitativa, c'è da chiedersi se i riflessi dei
nuovi modelli costruttivi che la stanno aggirando (senza entrare nel merito
economico) non finiscano per contribuire a renderla obsoleta e a decretarne in
qualche modo l'esaurimento.
CONTENUTO
Premessa, Osanna Fantozzi Micali
Oltre l'antinomia centro storico-periferia, Elena Lolli
Insediamenti popolari postbellici: caratteristiche locali e progettualità
nazionale, Osanna Fantozzi Micali, Elena Lolli
La progressiva saturazione dell'area, dall'Ottocento ad oggi: cenni storici e
cronologia dei principali interventi di interesse pubblico
Bibliografia di riferimento, Elena Lolli
Le aree analizzate: i cantieri di via Baracca, via Forlanini e del Lippi. Censimento
dei fabbricati, Elaborazione del materiale raccolto da V. Claudia Aracena,
Vincenzo Bennardi, Salvatore Di Battista
L'insediamento di via Baracca
L'insediamento di via Forlanini
L'insediamento del Lippi
Osanna Fantozzi Micali è professore associato presso la Facoltà di
Architettura dell'Università degli Studi di Firenze dove insegna restauro
urbano. Partecipe di svariati cantieri di ricerca e restauro ha fatto
comunicazioni ed interventi nei più importanti congressi internazionali e
nazionali inerenti il suo argomento di studio. Autrice di svariati studi, con
Alinea ha pubblicato e partecipato a volumi su: Fascismo e centri storici in
Toscana (ed. 1985); Nascita di una capitale - Firenze 1864-1865 (ed. 1986);
Itinerari della memoria badie, conventi e monasteri della Toscana (1988); La
città desiderata: Firenze come avrebbe potuto essere: progetti dall'Ottocento
alla seconda guerra mondiale (ed. 1992); La segregazione urbana. Ghetti e
quartieri ebraici in Toscana (ed. 1995); Piani di ricostruzione e città
storiche (1945-1955 (ed. 1998); Alfredo Forti: Restauro e museografia (1999);
Le strade ferrate. Trasformazioni urbane e territoriali, permanenze, uso,
prospettive (ed. 2000); Alla ricerca della primavera - Firenze e provincia:
dopoguerra e ricostruzione (ed. 2002);Intorno al restauro di monumenti, città,
territori (ed. 2003); Ai margini della città storica: Firenze via
Masaccio-Piazza Oberdan (ed. 2004).
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