I libri di Marc Augé acquistabili su archimagazine:
Nonluoghi. Introduzione ad una antropologia della surmodernità
Ville e tenute. Etnologia della casa di campagna
Un etnologo nel metrò
La guerra dei sogni. Esercizi di etno-fiction


Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

Titolo: Nonluoghi. Introduzione ad una antropologia della surmodernità
Autore: Marc Augé
Editore: Elèuthera Editrice
Pagine: 112
Formato: 12,5 x 19 cm
Anno: VII ed. 2002
ISBN: 88-85861-54-7
Prezzo (di copertina): 10,00 Euro

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Marc Augé prosegue la sua "antropologia del quotidiano" iniziata con "Un etnologo nel metrò" e proseguita in "Ville e tenute", esplorando i nonluoghi, cioè quegli spazi dell'anonimato ogni giorno più numerosi e frequentati da individui simili ma soli. Nonluoghi sono sia le infrastrutture per il trasporto veloce (autostrade, stazioni, aeroporti) sia i mezzi stessi di trasporto (automobili, treni, aerei). Sono nonluoghi i supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie. Il nonluogo è il contrario di una dimora, di una residenza, di un luogo nel senso comune del termine. E al suo anonimato, paradossalmente, si accede solo fornendo una prova della propria identità: passaporto, carta di credito... Nel proporci un'antropologia della "surmodernità", Augé ci introduce anche a una etnologia della solitudine.



Marc Augé (Poitiers, 1935), antropologo e sociologo, è directeur d’études (Logica simbolica e ideologia) all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, di cui è stato a lungo presidente. Africanista di formazione, da anni si occupa di antropologia delle società complesse. Dei suoi lavori sono già stati pubblicati in Italia: "Il senso del male" (1995), "Il senso degli altri" (Anabasi, 1995), "Disneyland e altri nonluoghi" (Bollati Boringhieri, 1999).


Tratto da pag. 7 -8
Prima di prendere l'auto, Pierre Dupont* ritira del danaro al bancomat. L'apparecchio accetta la carta di credito autorizzandolo a ritirare milleottocento franchi. Pierre Dupont schiaccia il pulsante 1800. L'apparecchio chiede di avere un istante di pazienza, poi emette la somma stabilita ricordandogli di non dimenticare la carta di credito. "Grazie della vostra visita" conclude, mentre Pierre Dupont sistema le banconote nel portafoglio. Il tragitto è facile: entrare a Parigi per l'autostrada A 11 non pone problemi a quell'ora della domenica.
Non deve fare file all'entrata, paga con la carte bleue al casello di Dourdan, circonvalla Parigi prendendo il raccordo anulare e raggiunge Roissy per l'A 1.
Parcheggia al secondo piano sotterraneo (zona J), lascia scivolare la ricevuta del parcheggio nel portafoglio, poi si affretta verso gli sportelli di imbarco dell'Air France.
Si libera con sollievo della valigia (venti chili giusti), mostra il biglietto alla hostess chiedendole di poter avere un posto fumatore dal lato corridoio. Sorridente e silenziosa, la donna fa un cenno con la testa dopo aver verificato sul suo computer, poi gli dà biglietto e carta di imbarco. "Imbarco satellite B ore 18"** precisa.
Si presenta in anticipo al controllo di polizia per fare qualche acquisto al duty-free. Compra una bottiglia di cognac (un souvenir della Francia per i suoi clienti asiatici) e una scatola di sigari (per uso personale). Ha cura di conservare la fattura assieme alla carte bleue.
Scorre rapidamente con lo sguardo le vetrine lussuose - gioielli, abiti, profumi -, si ferma alla libreria, sfogliando qualche rivista prima di scegliere un libro poco impegnativo - viaggio, avventura, spionaggio -, poi riprende la sua passeggiata senza impazienza.
L'uomo assapora la sensazione di libertà datagli sia dall'essersi sbarazzato del bagaglio sia, più intimamente, dalla certezza di dover solo attendere il corso degli avvenimenti una volta "messosi in regola" grazie al fatto di aver intascato la carta di imbarco e di aver declinato la propria identità. "A noi due Roissy!": non è in questi luoghi sovrappopolati, dove si incrociano ignorandosi migliaia di itinerari . . .

* Come dire il signor Qualunque [N.d.T.]
** Nell'aeroporto parigino Satellite è il nome che viene dato alle aree di attesa da cui ci si imbarca [N.d.T.]


Indice
Prologo 7
I - Il vicino e l'altrove - 13
II - Il luogo antropologico - 43
III - Dai luoghi ai nonluoghi - 71
Epilogo - 107
Riferimenti bibliografici - 111


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