Architettura

Titolo: Paesaggi d'autore: Il Novecento in 120 progetti
Autore: Annalisa Metta
Editore: Alinea Editrice s.r.l.
Formato: 24x22 cm
Illustrazioni: a colori e in bianco e nero
Pagine: 312
Anno: settembre 2008
Codice ISBN: 978-88-6055-305-8
Prezzo di copertina: 40,00 Euro
Prezzo archimagazine (sconto del 15%): 34,00 Euro

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Questo libro indaga come alcune delle principali forme-idee di progetto di paesaggio del Novecento si siano presentate e tra loro mescolate, ricercandone gli indizi nei disegni, nelle maquette e nei collage d'autore. Protagonista è dunque il progetto di paesaggio, inteso come trasformazione dell'habitat ad uso del vissuto,in termini tanto percettivi quanto fisici, di emotività e di abitabilità. La prima parte, nonché vero e proprio cuore del libro, è costituita dall'Atlante, le cui tavole raccontano alcune delle principali idee di progetto di paesaggio manifestatesi nel Novecento sino all'attualità nell'ambito geo-culturale dell'Occidente1. Tutti gli elaborati raccontano idee di progetto di paesaggio - definite e prodotte da paesaggisti, artisti, architetti - e non già idee di paesaggio, giacché queste potrebbero riferirsi anche al paesaggio a prescindere dalla sua trasformazione, il paesaggio esistente. Si tratta di una collezione di elaborati, selezionati nella cospicua quantità di immagini prodotte per la divulgazione dei progetti di paesaggio poiché ritenuti particolarmente eloquenti. Non è privilegiata la "bellezza" del disegno o del modello, quanto il valore espressivo rispetto all'idea-forza del progetto (sono esclusi dalla rassegna gli elaborati inerenti la costruzione del progetto, disegni esecutivi o di cantiere). L'Atlante si sviluppa su un doppio binario. Il primo prevede lo scorrimento lineare delle tavole disposte in ordine cronologico, ognuna corredata da un commento il cui obiettivo è cogliere l'idea di progetto di paesaggio che vi soggiace, con riferimento alla personalità dell'autore e al milieu in cui l'opera si colloca. Ne scaturisce un'immanente comparazione sincronica che permette di seguire in parallelo lo svolgersi contemporaneo di ricerche progettuali di autori diversi in ambiti diversi. Il secondo binario deriva dall'individuazione di collegamenti diacronici, ossia dal far reagire tra loro le tavole, che allora, concettualmente, si dispongono in sequenze libere e flessibili, costruendo maglie di associazioni reciproche e di rimandi anche tra episodi tra loro molto lontani, in senso geografico e cronologico. Il reagente che innesca le associazioni è costituito dalla affinità o dalla differenza, a volte contrasto. Si configura in questo modo una vera e propria costellazione reticolare di rimbalzi di idee, una rete di itinerari intrecciati, liberamente percorribili, con tappe connesse in un ordine non lineare: un vero e proprio ipertesto. Scorrendo l'Atlante sarà così possibile passare dal progetto per la sistemazione del Monumento alla Partigiana a Venezia di Carlo Scarpa del 1968 al progetto per l'area umida presso Dacca, in Bangladesh, del 2003, di Anuradha Mathur, e da qui passare poi al Giardino al Sole di Paul Vera del 1919, da questi al Parterre del Carrousell del Louvre di Jacques Wirtz a Parigi del 1990 e ancora da qui al progetto per l'Hotel Xenia a Delfi di Dimitris Pikionis del 1951 e così via di seguito. Il metodo adottato è quello di un Atlante, una mostra-abaco di idee di progetto di paesaggio, prodottesi dagli inizi del Novecento all'attualità nell'ambito geo-culturale dell'Occidente. Vi sono tre ordini di lettura. Lineare: l'ordine di classificazione è cronologico, dall'inizio del Novecento a oggi. Ipertestuale: attraverso una rete di collegamenti tra le tavole dell'Atlante, si offre una lettura comparata seguendo molteplici vettori, per categorie generali di pensiero che hanno attraversato il secolo o per idee particolari, che segnano, di volta in volta, l'originalità del singolo caso. Tematico: all'Atlante fa seguito una mappa di orientamento composta di cinque itinerari, ognuno dei quali segue il filo rosso di un'idea di progetto ricorrente e paradigmatica. L'Atlante, dunque, contestualmente alla linearità dell'ordine temporale, contiene una potenziale infinita pluralità di racconti simultanei. Il punto di vista adottato è quello del progettista e lo scopo di questo libro è di essere uno strumento utile per una riflessione operante sulle tante e diverse idee di progetto di paesaggio contemporaneo. L'ambizione ultima dell'Atlante è, evidentemente, di proporsi come uno strumento autonomo, aperto all'imprevedibile vagare e alla creatività del lettore, che è in perenne evoluzione, come è il paesaggio.


CONTENUTO:
Colei che raccoglie per collezionare Prefazione di Franco Zagari;
INTRODUZIONE;
ATLANTE;
ITINERARI
IT1 Paesaggio gioco combinatorio
IT2 Paesaggio è in quanto è visto
IT3 Paesaggio opera d'arte applicata
IT4 Paesaggio è trasformazione
IT5 Paesaggio narrazione;
RAPPORTO DEL NAVIGANTE;
Bibliografia;
Note biografiche degli autori;
Indice delle tavole;
Indice degli autori;
Indice dei luoghi

Annalisa Metta (1977, Canosa di Puglia) architetto paesaggista, vive e lavora a Roma. Affianca l'esperienza progettuale all'attività di studio e ricerca sui temi del paesaggio. Ha concluso il dottorato di ricerca in Architettura dei parchi e giardini e assetto del territorio, presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Titolo della tesi: Per un atlante del progetto di paesaggio. Il Novecento, relatore prof. Franco Zagari. Dal 2005 collabora alla didattica nei corsi di laurea in Scienze dell'Architettura e in Architettura dei Giardini e Paesaggistica della Facoltà di Architettura della Mediterranea di Reggio Calabria. É sua cura l'Atlante iconografico in Questo è paesaggio. 48 definizioni, di Franco Zagari (Mancosu Editore, 2006). Suoi saggi sono contenuti in Manuale di progettazione. Giardini (di prossima pubblicazione per la Mancosu Editore), a cura di Franco Zagari. Per Alinea editrice è alla sua prima esperienza in qualità di autrice.