Architettura

Titolo: Sir Edwin Lutyens. Architetto 1869 - 1944
Autore: Colomba Sapio
Editore: Angelo Pontecorboli
Formato: 20x20 cm
Pagine: 160
Illustrato
Anno: 2009
Codice ISBN: 978-88-88461-73-1
Prezzo (di copertina): 22,50 Euro

Clicca per procedere all'acquisto

Questo volume nasce da un'analisi storico-critica dell'opera dell'architetto inglese Sir Edwin Lutyens (Londra 1869-1944) rileggendo, all'interno delle scarse e frammentarie notizie monografiche presenti nel nostro paese, la parabola creativa che ha interessato l'intera sua produzione. Attraverso l'annotazione delle fonti bibliografiche, la ricerca storica e l'indagine archivistica, condotta tra l'Italia e l'Inghilterra, è stato possibile raccogliere e definire, in un'operazione di sintesi, i diversi aspetti della vicenda architettonica di Lutyens, le varie fonti di ispirazione, i committenti, le opere; rivelandosi occasione di conoscenza di realtà culturali sconosciute, interessanti e ricche di future potenzialità teoriche e pratiche.
Il testo provvede in una prima parte alla sistematizzazione di tutto quanto era già noto agli studi, con numerose schede riguardanti le country houses, ed individuando una prima fase della carriera di Lutyens; mentre, al fine di documentare il ruolo che l'opera di Edwin Lutyens ha avuto nella cultura architettonica del Novecento, si è cercato di mettere in risalto la produzione di edifici costruiti a Londra, dal 1900 al 1930. Senza negare l'evidenza delle metamorfosi formali, si è inteso indicare un filo conduttore che lega tra loro le diverse fasi evolutive di Lutyens, individuato in una naturale predisposizione all'eclettismo. Rileggendo l'opera di sir Lutyens non possiamo che apprendere le lezioni di un uomo di talento che ha saputo sviluppare una sua particolare poetica e ad adattarla consecutivamente, forte della consapevolezza che la chiave per la buona progettazione è l'arte del costruire.


SOMMARIO
9 - Premessa, Benedetto Gravagnuolo
11 - Presentazione, Carlo Cresti
13 - Il linguaggio di Edwin Lutyens
15 - Lezioni di stile
27 - Il codice classico ed il potere della geometria
35 - Country houses
Crooksbury House
Sullingstead
Les Bois des Moutiers
Fulbrok House
Orchards
Overstrand Hall
Goddards
Homewood
Marshcourt
Lindisfarne Castle
Deanery Garden
Little Thakeham
Folly Farm
Heathcote
Castle Drogo
Abbey House
Penheale Manor
79 - Hampstead Garden Suburb
93 - New Delhi
103 - Il Cenotafio a Whitehall
109 - Memoriali di guerra
117 - Edifici in città
Country Life Offices
British Medical Association
Midland Banks
Britannic House
Grosvenor House Hotel
Smith Square
Reuters and Press Association
137 - Profilo biografico
143 - Regesto delle opere
151 - Bibliografia
152 - Cronologia della vita e delle opere


DALLA PREFAZIONE
Tempo e spazio, secoli e forme sono la prova della verità contenuta in questa frase. Il termine classicità è stato per molti anni associato, in forma di binomio, a concetti quali antichità, potenza e rigore. Atteggiamento culturale il cui campo di pertinenza è definito dall'orientamento delle avanguardie antipassatiste, la cui poetica, protesa alla mitologia del nuovo, nega la predisposizione mentale a ritessere i fili della memoria, a rivedere regole impostate da altri che, prima di noi, hanno sperimentato forme. L'idea di classico di cui parla Settis è piuttosto ispirata all'identità e alla forza che un linguaggio architettonico, in un dato tempo può avere avuto, ha ed avrà, al punto da creare un presupposto per una tendenza, uno stile. Un metodo che ritrova gli strumenti e le tecniche all'interno dell'evoluzione architettonica.
Così se questa frase da un lato può anche, in parte, spiegare gli artificiali revivals già manifestatisi dagli anni trenta del XIX secolo, ben si adatta ad introdurre quella che fu la personale rilettura del linguaggio classico, di cui è impregnata l'opera dell'architetto britannico sir Edwin Lutyens, attivo dall'ultimo decennio del XIX secolo, dal regno della Regina Vittoria fino alla fine della II Guerra Mondiale.
Se il vocabolario stilistico aveva causato un ritorno a «stili» cui attingere in base alle nuove funzioni richieste dalle strutture statali e sociali, dall'architettura residenziale a quella pubblica, sarà così ricco di conoscenze storiche, indagate attraverso una analisi sulle costanti che sottostanno all'evoluzione del linguaggio classico, da offrire spunti di riflessione critica su modelli consolidati, repertori di forme, ma soprattutto di proporzioni.
Il tema della tradizione diventa da subito il leit motiv sul quale verrà incentrata la parabola creativa di Lutyens: interpretato come la migliore eredità del passato, ricerca di continuità, di cultura e gusto, questo linguaggio verrà arricchito dall'originalità di sir Edwin, che sul volgere del secolo diverrà famoso come l'architetto di country houses, epitomo della residenza aristocratica; piccole lezioni di fedeltà all'eccellenza del lavoro artigianale, al corretto uso dei materiali della tradizione, e grande attenzione per l'integrazione del costruito con la natura; il risultato è l'immagine di un'architettura che, se da un lato nasconde ai più le difficoltà tecniche delle azioni che concorrono a formarla, è di grado così elevato da rendere necessaria una specifica committenza.
Le proposte progettuali di Lutyens sono ricche di citazioni colte, sin dagli esordi, da quando nel 1887, a soli 18 anni, costruirà la sua prima casa. Nelle sue prime opere troviamo camini svettanti, proporzioni gotiche, e suggestivi percorsi che legano indissolubilmente interno ed esterno. Dettagli della memoria: finestre georgiane, timpani e lesene si sovrappongono ad un linguaggio vernacolare, strettamente domestico. Barocco inglese, Hampton Court, mattoni rossi, sono citazioni forti che ci riportano in suggestivi scenari, all'epoca dei Tudor e di Enrico VIII.
La potenza creativa di Lutyens non si arresterà neanche di fronte a radicali rivolgimenti storici e sociali, durante i quali si svilupperanno temi nuovi; vecchi Imperi e nuove democrazie saranno impegnati alla ricerca di una identità e di una forza espressiva che rappresentino una idea di stabilità, legittimità e solidità. Così quando le frontiere del gusto nazionale si aprono all'Oriente, Lutyens convoglia l'essenza delle molteplici radici d'oltreoceano nella sua idea di classicismo e pianifica New Delhi.
Temi nuovi suggeriscono a Lutyens di ritrovare tradizioni piuttosto che seguire mode. Forme, spazi e dettagli desunti da un codice linguistico consolidato, verranno rielaborati per nuove funzioni, distillati in quello che verrà riconosciuto, troppo semplicisticamente, un classicismo monumentale.


Nota sull'autrice:
Colomba Sapio
, laureata in architettura, consegue il dottorato in Storia e Critica dell'Architettura presso la facoltà di Architettura dell'Università di Napoli Federico II ed il master in Storia dell'Architettura Europea presso l'Accademia di San Luca, Roma. Dal 1999 si dedica all'attività progettuale, realizzando interni, arredo urbano, allestimento di mostre, adeguamenti funzionali di spazi espositivi, opere di ingegneria naturalistica. Ha pubblicato saggi ed articoli su temi di storia dell'architettura; dal 2000 collabora al corso di Storia dell'Architettura Contemporanea presso il Dipartimento di Storia dell'Architettura e Restauro della facoltà di Architettura dell'Università di Napoli Federico II.