Titolo: Architettura e città negli anni del fascismo in Italia e nelle colonie
Autori: Carlo Cresti, Benedetto Gravagnuolo, Francesco Gurrieri
Editore: Angelo Pontecorboli
Formato: 20x20 cm
Illustrazioni:150 immagini
Pagine: 96
Anno: 2005
ISBN: 88-88461-46-9
Prezzo (di copertina): 14,50 Euro
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Per condurre un’obiettiva ricognizione, pur se succinta, degli aspetti e dei risultati dell’architettura italiana negli anni del fascismo si deve, dapprima, sgombrare il campo dagli artificiosi tentativi compiuti, negli anni Cinquanta del Novecento, da critici illustri (alcuni compromessi col fascismo), per assegnare postumi diplomi di antifascismo a taluni architetti, fin troppo celebrati, apparentemente ‘rivoluzionari’ nello specifico progettuale, ma politicamente organici al regime, che si compiacevano di disegnare in camicia nera, tenendo il ritratto di Mussolini - come fosse un ‘santino’ - sul tavolo da lavoro, sperando di poter coniugare, in uno ‘stile’, il razionalismo architettonico con il fascismo. L’operazione tentata dai critici illustri è stata una maniera distorta, scorretta e persino mistificatoria di analizzare le vicende dell’architettura del Ventennio. Il volume contiene 150 immagini. È stato un modo di falsare la storia per fare apparire rosso o bianco ciò che era nero per convinzione. L’aver lavorato per una committenza di regime non può essere considerata come una colpa da rimproverare agli architetti, o come una damnatio memorie da cancellare con un tratto di penna per riassegnare una verginità politica a tali architetti, se in quel determinato momento la committenza prevalente era quella di regime, e se il progettista era anche ideologicamente in sintonia con il fascismo allora vincente.
INDICE
Carlo Cresti, Architettura italiana in periodo fascista
Benedetto Gravagnuolo, Gli ossimori dell’urbanistica fascista
Francesco Gurrieri, Attualità di Gustavo Giovannoni
Carlo Cresti, Architettura ‘coloniale’ per i territori d’Oltremare
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