Titolo: Franco Bonaiuti: Architetto
Autore: Ulisse Tramonti
Editore: Alinea Editrice s.r.l.
Formato: 24,5x28,5 cm
Illustrazioni: a colori e in bianco e nero
Pagine: 160
Anno: settembre 2008
Codice ISBN: 978-88-6055-322-5
Prezzo di copertina: 30,00 Euro
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Franco Bonaiuti nasce a Fiesole (Fi) il 4 dicembre 1920. Maestro d'Arte alla
Scuola di Porta Romana, frequenta la Facoltà di Architettura di Firenze durante
gli anni della guerra laureandosi nel 1948 con il Prof. Giovanni Michelucci. Il
suo percorso professionale resta sempre legato alla formazione artigianale
sviluppata nella falegnameria di famiglia (prima del padre Gino e dello zio
Giuseppe, poi del fratello Renzo e del cugino Valerio) con la quale peraltro
collabora in molti dei suoi progetti più significativi. Nel 1955 si sposa con
Grazia, sua compagna per tutta la vita e insostituibile alleata nella sua grande
passione per la musica e per il teatro ma soprattutto per gli amici, come lo
testimonia il suo grande amico Franco Camarlinghi - la casa di Franco aveva un
senso di incontro e di dialogo perfino nel modo in cui era costruita: spazi per
un colloquio di gente viva, di frequentatori di un ozio antico, unica
condizione per scambiarsi conoscenze ed esperienze. Ho sempre pensato che per
capire un uomo bisogna vedere dove sta, tanto più se addirittura è il creatore
di quel luogo -. Franco Bonaiuti è stato un architetto, anche nella capacità
di creare relazioni umane. Ogni suo lavoro, più o meno riuscito, più o meno
importante è stato anche il frutto di questa sua innata capacità di stabilire
rapporti di simpatia e di fi ducia: dal committente, all'impresario ai
collaboratori dello studio. Non è a caso che lo Studio Bonaiuti prosegue oggi
la sua attività professionale - sia pur con diverse caratteristiche - con i
figli ed alcuni dei suoi più stretti collaboratori.
Dalla presentazione di Ulisse Tramonti:
Della vasta produzione architettonica che ha contraddistinto l'attività
professionale di Franco Bonaiuti vengono presentate alcune opere tra le più
significative, secondo un itinerario cronologico che vuole testimoniare una
ricerca progettuale assolutamente personale, lontana dalle dinamiche stantie di
appartenenze letterali, riconducibili ai tratti di modalità di effimere maniere
o a meccanismi di tendenze. Architetture che sono prova di una professionalità ineccepibile,
dimostrazioni di una continuità di un sapere consolidato che riescono a stupire
proprio per quel loro continuo rifondare l'apparato teorico ed operativo sulla
ricerca di nuove sperimentazioni. Bonaiuti ha nella sua formazione di architetto
l'evidente presenza di una doppia eredità, che criticamente filtrata dal rigore
del suo radicato universo artigianale, lo ha portato a risultati autonomi ed
originali. Da una parte l'organicismo tutto particolare di Giovanni Michelucci,
manifestato in quel suo modo di partire sempre dall'interno, attraverso lo
studio approfondito delle piante e delle sezioni che Giovanni Klaus Koenig ha
appropriatamente definito come matrici di un organismo, come generatrici di
spazi; dall'altra l'opera di Frank Lloyd Wright, rivelata a Firenze dalla grande
mostra realizzata a Palazzo Strozzi nel 1951. Un modo di procedere attraverso
il progetto che è diventato caratteristica comune per un'intera generazione di architetti
formati nella Scuola Fiorentina di Architettura, dove gli insegnanti erano fra
gli altri Giovanni Michelucci, Italo Gamberini, Roberto Papini, Leonardo Lusanna,
Raffaello Fagnoni. Caratteristiche comuni a cui le suggestioni provenienti
dalle opere di Wright aggiungevano una nuova concezione del processo creativo
che produceva configurazioni spaziali, rivoluzionarie atte ad esprimere la
vita come divenire continuo. Casa Bucalossi e Casa Bonaiuti ne sono forse
l'espressione più alta, accomunate da quella concezione di sorprendente fluidità
e allo stesso tempo dinamicità degli spazi di vita, tessuti in continue e
reciproche espansioni fra esterno ed interno. Le due Case sono collocate nel
paesaggio fiesolano, che Bonaiuti amava definire il suo paesaggio, e che egli
aveva intimamente osservato e capito nelle modulazioni del colore e della luce,
nei riflessi della natura, nella profondità visuale di quella particolare
conformazione geografica che già Henry James in Portrait of Lady aveva
descritto come immensa e generosa vallata che conduce lo sguardo attraverso
cento gradazioni della distanza. La sensibilità progettuale dell'uomo Bonaiuti
aveva anche assimilato alcune riflessioni su quella straordinaria e strutturale
simbiosi fra l'uomo e la natura, propria del paesaggio fiesolano, annotate da
Raffaello Fagnoni, che ne ricercava i tratti distintivi fissandoli nell'ordine
sparso di quegli straordinari manufatti saldati da un'alleanza millenaria con
la natura.
CONTENUTO:
Presentazione Ulisse Tramonti;
Intervista di Roberto Maestro a Franco Bonaiuti, 1986;
...insieme un tratto di strada Loris Macci;
Progetti
Edificio residenziale in lungarno B. Cellini
Casa Orlandi
Casa Giuliani già Bucalossi
Edificio residenziale in via Quintino Sella
Edificio residenziale in via Leone X
Casa Corti già Mugolino
Casa Bonaiuti
Palazzo Panciatichi
Palazzo Covoni
Sede Consiglio Regionale della Toscana
Istituto Universitario
Archivio di Stato;
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