Anish Kapoor
Anish Kapoor è uno degli artisti più significativi nel panorama dell'arte contemporanea internazionale. Nato a Bombay nel 1954, vive e lavora a Londra sin dagli anni '70.

Dagli inizi degli anni '80 i suoi lavori originali, in continuo dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, gli consentono di ottenere ben presto un ruolo di spicco nella New British Sculpture, nome con cui la critica designò la nuova scena della scultura inglese e di cui facevano parte artisti come Cragg, Deacon, Woodrow e Gormley. Le sue opere indagano la dialettica degli opposti: uomo e donna, luce e tenebre, interno ed esterno, ed è l'utilizzo del colore nella sua purezza a diventare elemento costante delle sue opere e simbolo della sintesi tra oriente ed occidente. Il percorso artistico di Kapoor si compone di due fasi complementari. Alla prima appartengono le opere dei primi anni '80: oggetti scultorei con forme tra l'astratto e il naturale, completamente ricoperte di pigmento puro, il cui intenso colore nasconde l'origine di manufatto e suggerisce l'idea di sconfinamento. Negli anni ‘90 invece approfondisce quelle che possono essere riconosciute come sue caratteristiche peculiari: sculture di dimensioni sempre più monumentali e che rappresentano la sua messa in scena del vuoto, reso tangibile da una cavità che si riempie o da una materia che si svuota.
I lavori di Kapoor sono stati esposti in tutto il mondo sia in musei che in gallerie private, tra i quali la Tate Modern di Londra, il Museum of Modern Art di New York, il Reina Sofia di Madrid e lo Stedlijk Museum di Amsterdam.
Nel 1990 prende parte alla XLIV Biennale di Venezia dove gli conferiscono il "Premio Duemila" (ottenuto anche nel 1992). L'anno seguente consegue il "Turner Prize" e nel 1992 partecipa a Documenta IX con la costruzione Descent into Limbo. Nello stesso anno l'Expo di Siviglia gli commissiona lenorme 'opera architettonica Building for Void. Nel 2003 espone al Museo Archeologico di Napoli.