Biografie

Leonardo Dudreville

Di lontana origine francese (il nome della famiglia, Dudreuil, viene italianizzato nell'Ottocento), Leonardo Dudreville (Venezia 1885 - Ghiffa, Novara, 1975) nasce a Venezia da genitori veneziani, ma si trasferisce presto a Milano dove compie gli studi all'Accademia di Brera. Nonostante una menomazione fisica (aveva perso un occhio giocando con la balestra all'età di nove anni) si dedica precocemente alla pittura e nel 1906 si reca a Parigi con Bucci e lo scrittore Mario Buggelli. Nella capitale francese resta solo pochi mesi, poi torna in patria, dove entra nella scuderia di Alberto Grubicy, che apprezza le sue prime prove, segantiniane e divisioniste. Nei primi anni del secolo dà vita, assieme a Luigi Arrigoni, Eugenio Bajoni, Anselmo Bucci, Guido Caprotti e altri, al ‘Coenobium’ monzese, un gruppo eterogeneo unito nella difesa e nell’affermazione dei valori fondamentali dell’arte.

LA PRIMAVERA

LA PRIMAVERA
DI LEONARDO DUDREVILLE
LA PRIMAVERA, una tela proveniente dal Museo Civico di Novara, che è stato oggetto di un accurato restauro, terminato proprio in questi giorni (novembre 2004). Il quadro, dipinto nel 1912, fa parte del ciclo delle Stagioni, ed è stato esposto per la prima volta a Milano nel 1914 alla mostra 'Nuove Tendenze'. È stato realizzato in un periodo in cui Dudreville, in polemica con l'iconografia futurista incentrata sul mondo moderno, cittadino e industriale, ha affrontato un soggetto naturalistico volutamente tradizionale. Come scrisse lo stesso Dudreville, "Ho voluto scegliere di proposito un tema banale e comune: Le quattro stagioni, figurati! Ma voglio dimostrare che non è la stranezza o la modernità dei temi quella che conta, ma il modo di vedere, poiché lì soltanto può esistere originalità vera"

Dudreville conosce Boccioni, Bonzagni e i futuristi, ma non viene incluso tra i firmatari del Manifesto. La sua pittura, che intorno al 1913 matura una singolare forma di astrazione di matrice simbolica, mostra comunque alcuni punti di contatto col futurismo, soprattutto nella ricerca del ritmo dell'immagine.

Nel 1914 Dudreville fonda il gruppo "Nuove Tendenze" a cui partecipano Funi, Sant'Elia e altri artisti. Il gruppo, però, ha vita breve e si scioglie dopo l'unica mostra, tenuta a Milano alla Famiglia Artistica.

Nel 1919 abbandona l'astrattismo simbolista e torna a una figurazione classica, a quelle che lui stesso definisce "idee chiare, chiaramente espresse". Si avvicina intanto alla cerchia di Margherita Sarfatti, e firma nel 1920 con Sironi, Funi e Russolo il Manifesto contro tutti i ritorni in pittura e nel 1922 è tra i fondatori del "Novecento". La sua partecipazione al gruppo è limitata nel tempo, e si esprime in una oggettività fiamminga, vicina alla ‘Neue Sachlichkeit’ tedesca.

Negli anni Trenta, l'artista prosegue appartato la sua ricerca, esponendo alla Quadriennale di Roma e a due personali milanesi (Galleria Dedalo, 1936; Galleria Gian Ferrari, 1940).

Nel 1942 si trasferisce a Ghiffa, sul lago Maggiore, dove rimarrà fino alla morte.