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Conversazione con Umberto Riva Sono entrato nello studio che mi aspettavo di trovare: uno spazio un po’ in disparte, domestico e con i segni riconoscibili del ricercatore paziente e silenzioso. Le immagini di casa Miggiano a Otranto parlano di una luce del sud, del colore e calore del sud, in un’atmosfera sfuggente tipica della Puglia. Le stesse immagini sembrano quadri o disegni a pastello. La materia, i colori, le luci, le ombre sono sfumate come le sfuma un pittore. C’è come una smaterializzazione degli angoli e degli spigoli. |
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Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Che rapporto instaura con i suoi committenti? E generalmente, chi sono? Come arrivano a lei? Sono preparati al suo linguaggio o è lei che li conduce? Tipicamente meridionale Mi piace molto quest’ultima cosa, per noi meridionali è come un riconoscimento di una qualità Riprendiamo dal periodo di aridità Questa sua vicenda diventa un modello possibile di applicazione per ricercare la qualità. Si può lavorare con intelligenza anche fuori delle grandi dimensioni professionali |
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Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
In una sua rara intervista ha citato Gadda. Mi interessa molto ricercare tra gli scrittori possibili e più lucidi maestri per l’architettura. Ancora oggi è un cane sciolto Esistono architetture e architetti, antichi e moderni che hanno contribuito alla formazione del suo linguaggio? I tagli nei solai, gli schermi davanti alle finestre, i colori dei materiali che usa, tutto concorre a realizzare una particolare qualità della luce nelle sue opere. Come durano i suoi interni? |
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Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Nella sua architettura c’è tutto un vocabolario di deformazioni, di geometrie incompiute, di tagli indecifrabili; tutto tende a moltiplicare i punti di vista. Come controlla deformazioni, indecifrabilità e molteplicità? Difficile il controllo. Come individua i segni essenziali e quelli superflui da eliminare? Nelle sue architetture pone spesso il percorso al centro della composizione. Progettare le comporta sofferenza? Lei non usa computers? Lei ha progettato anche spazi urbani. |
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Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Casa Miggiano, Otranto 1991-96 |
Cosa pensa delle città del sud? Le vive in maniera diversa? La cura di sé come cura degli altri, ne parlano gli scrittori, i filosofi, Natoli ha scritto della felicità di questa vita… Emerge il tema del limite, su cui si può lavorare per trasformarlo in occasione di sviluppo. Il limite, quando non genera rovello, ma quando sappiamo stargli di fronte è una cosa preziosa La sua architettura non propone mai "affermazioni " , come lei ha detto, ma sempre spunti dinamici. Questo si traduce nel rifiuto della "soluzione prefigurata" a favore di una ricerca che si rinnova di continuo. Sembra che questa si traduca poi in una ricerca di vita. Poi abbiamo parlato di altro, preso un caffè e ci siamo salutati, io con la pienezza che l’incontro con un Maestro avvenuto sul piano intenso dell’umanità solo può dare. A Milano, il 15 febbraio 2002 |