Indice degli articoli


pagina 1 pagina 2 pagina 3
Pagina 2 di 3

Il Reichstag di Berlino: storia di un Parlamento
di Marcello Silvestro

Quando i nazisti si affermano nelle elezioni del 1930, è dal suo emiciclo che Hitler sfida per la prima volta l'Europa.

Il 27 febbraio 1933 il Reichstag è distrutto da un incendio, appena un mese dopo la presa di potere da parte di Hitler.




Il 2 maggio del 1945, dopo una sanguinosa battaglia, un soldato sovietico pianta la bandiera rossa sulle rovine del Reichstag. La relativa fotografia, con lo sfondo di una Berlino devastata dalle bombe, fa il giro del mondo e diventa il simbolo, prima della vittoria dell'URSS sulla Germania, poi della stessa divisione dell'Europa in due blocchi.




Nel luglio del 1945, la Germania è divisa nelle quattro zone di occupazione: americana, francese, britannica e sovietica. Berlino è situata nella zona sovietica, nell'est, ma, egualmente, viene divisa fra gli alleati: il Reichstag finisce nel settore occidentale.

Soltanto negli anni Sessanta il governo di Bonn provvede al suo restauro, e, su precisa richiesta degli Alleati, evita di utilizzarlo come sede del Parlamento fino al 3 ottobre 1990, quando i parlamentari della Germania unificata vi tengono la loro prima e solenne seduta.

Nel novembre del 1954 viene distrutto il telaio d'acciaio della cupola del Reichstag, già precedentemente rovinata.



pagina precedente   pagina successiva