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Il nuovo municipio di San Prisco (Ce) "Sereno, composto, ben inserito nel contesto urbanistico: tale è il Municipio di San Prisco (CE) progettato e diretto dall’architetto aversano Davide Vargas. Il nitore del bianco, la forma pura ed articolata, il richiamo all’antichissimo archetipo del colonnato, del tempio greco; la fluidità delle linee, la grande semplicità: ecco i pregi del progetto, che recupera la migliore tradizione del movimento moderno: la richiama, la riattualizza. Il progetto per il nuovo Municipio di San Prisco interessa un’area del centro antico di San Prisco (CE), costituita in sequenza da un fabbricato a corte, che per la sua facciata su via Monaco costituisce emergenza qualitativa nel tessuto del piccolo centro, per proporzioni complessive e per la raffinatezza delle decorazioni.
Vista dal parcheggio A seguire c’è l’area retrostante inedificata. La sequenza è completata da un edificio postale che affaccia per un lato su tale area e per l’altro su via Massari, parallela a via Monaco. In pratica una zona allungata tra due dorsali urbane di grande densità. In questo contesto l’intervento assume una vocazione urbana, e si configura come il nucleo direzionale della cittadina.
Vista zona ingresso Il progetto generale prevede il riuso di una parte dell’edificio, acquisito al patrimonio comunale; l’inserimento di un nuovo corpo di fabbrica, destinato ad Aula Consiliare, sul sedime di una porzione dell’esistente da demolire, sita sul fondo del cortile; la trasformazione del cortile in piazza. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra via Monaco e via Massaro, con relativo parcheggio, una sorta di asse di connessione, su cui si allineano, il municipio con piazza interna, il parcheggio, l’edificio postale.
Vista dal cortile interno Con il primo stralcio è stato realizzata l’Aula Consiliare con gli uffici del Sindaco e la strada con parcheggio. L’edificio si articola in un corpo centrale, che ospita l’Aula vera e propria, con un ingresso antistante e il corpo scala separato e posto in adiacenza al manufatto esistente, così da poter funzionare da nucleo distributivo quando quest’ultimo sarà completato. Un ponte a rampa collega la scala con il piano posto sull’Aula, destinato a gabinetto del Sindaco.
Interno aula consiliare Il piano superiore non occupa tutta la superficie inferiore, così da determinare degli affacci che rendono più fluente lo spazio interno. L’organizzazione generale dell’area consentirà di utilizzare l’Aula anche per altri usi: convegni, concerti, teatro.... Il tema del progetto è il ritmo serrato di pilastri e vetrate, tenuto insieme dai grandi aggetti superiori in calcestruzzo a vista. Intorno a questo seme si aggregano le linee lievemente deformate dell’ingresso, che rispondono alla geometria della piazza di progetto e agli allineamenti con l’edificio da ripristinare; e il ponte e la scala, dove emerge lo spigolo in vetrocemento.
Interno aula consiliare In questa articolazione, mi scrive Amedeo Petrilli "il linguaggio adottato, la distribuzione planimetrica, i materiali e i dettagli, contrassegnano un’equilibrata e coerente sequenza spaziale e una qualità diffusa nelle forme e nei volumi" L’edificio si lascia trapassare dallo sguardo, dall’ombra del grande albero si guarda attraverso le vetrate il cortile, l’androne e il portone sulla strada, si distingue la rampa e il balcone di affaccio nello spazio interno; Leggo G. De Carlo che denuncia il ruolo accessorio dell’architettura di oggi, triste se confrontato con il ruolo e la responsabilità sociale che invece le compete e che in passato ha rivestito; io penso che in piccolo centro forse questo compito l’architettura può ancora assolverlo.
Interno piano superiore Così il lavoro nel centro antico di San Prisco (CE) ho avvertito che si caricava di responsabilità sociale. E’ stata una lotta, in certi frangenti aspra, perché questo seme di nuovo fosse condiviso dalla comunità entro cui andava a collocarsi, perché, come dice De Carlo, il ruolo (sociale dell’architettura), come per tutte le attività umane, deve essere sostenuto da una larga opinione. Le traiettorie architettoniche e i bisogni della collettività non possono ignorarsi. Un’ultima coordinata. L’appalto è stato aggiudicato con un ribasso d’asta intorno al 40%. Questo dato deve far riflettere. Le Fotografie sono di Luigi Spina
Dati
*Nota biografica di Davide Vargas |