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Luci per la città
di Brunetto De Batté

LA DARSENA / LA CITTÀ E IL PORTO
Il progetto rafforza col verde la linea curva della darsena, memoria storica della città, e insieme la rende penetrabile. Il limite con la strada Aurelia è riprogettato. I posti auto, sia quelli lungo l'Aurelia lato mare sia quelli posti alla quota più bassa della banchina, vengono in gran parte recuperati dall'altra parte della strada, a ridosso dei palazzi moderni. Le auto si "appoggiano" alla barriera inevitabile costituita dai palazzi e trovano una sistemazione meno ingombrante.
Un filare di palme, in fregio all'Aurelia, lungo il marciapiede, segna verticalmente la linea della darsena. Al suolo gradoni in pietra permettono di accedere in ogni punto dal marciapiede alla quota della banchina. È come se le grandi pietre che formano il bordo della banchina, nelle quali erano ancorate le bitte di ormeggio, fossero traslate in copia più a monte. La linea della darsena si conferma con nuovi significati, nuove potenzialità: diventa margine permeabile, la città si ricollega al porto. L'Aurelia, la cui carreggiata si restringe lievemente, sarà percorsa a velocità minore che non oggi, sarà più facilmente attraversabile, in punti diversi e riconoscibili, senza ricorrere a sotto / sopra passi costosi e generalmente poco utilizzati. L'Aurelia, ricompresa nel disegno urbano, rimane infrastruttura importante, ma non più ostacolo insormontabile.


LA BANCHINA / UNO SPAZIO PUBBLICO
Proporre un programma denso nella parte a mare comprendente funzioni urbane e collettive, che divengano un forte elemento di attrazione. Quello che ora è un parcheggio puo’ trasformarsi in uno spazio pubblico, un luogo che raccoglie funzioni diverse: alla base dei due gradoni sono sistemate alcune strutture leggere destinate a locali pubblici: sono di acciaio e legno, smontabili, come fossero anch'esse imbarcazioni di passaggio, ospiti del porto ma insieme già parte della città e delle sue architetture, elementi di connessione e scambio. Possono ospitare locali pubblici, ma anche diventare piccole sedi di attività collegate al porto o al commercio. Le persone potranno fermarsi nei locali, fuori nei loro dehors, ma anche sedersi sui gradoni, liberamente far vivere lo spazio. L’idea, in questo caso, è di far avanzare la città verso il mare, di "costruire" il mare offrendo così nuove occasioni alla città. Le auto transiteranno a velocità molto bassa lungo la banchina in uno spazio delimitato da dissuasori in acciaio. Alternati ai locali vengono lasciati spazi per parcheggiare, alcuni dei quali potranno essere eventualmente riservati all'Autorità Portuale o ai diportisti. Ma lo spazio viene dedicato al camminare, alla pedonalità, dove le auto diventano presenza inevitabile ma discreta.




LA TORRETTA / IL MOLO, UNO SPAZIO VERDE
Sotto la Torretta la banchina si allunga in un nuovo molo, ampio, pavimentato in legno, che si spinge sul mare fino all'altezza della Torretta stessa. Si potrà passeggiare oltre la linea della riva, a guardare la città di fronte, e soprattutto avere una diversa prospettiva del simbolo di Savona, la stessa di chi arriva dal mare. Una serie di scalini e gradoni in pietra raccordano la quota della banchina con quella della strada e racchiudono la torre, così da poter passeggiare o sostare attorno ad essa e riprendere il percorso verso Albisola. Luci sono inserite alla base dei gradoni: di notte sottili strisce luminose contribuiscono ad una nuova scenografia della darsena.

Dall'altra parte dell’Aurelia il distributore viene sostituito con una spazio alberato: sarà posizionata qui anche una piccola struttura per l'informazione turistica (sul modello di quelle progettate per i locali pubblici nella darsena). Questo spazio diventa la "porta" nuova di Savona a testimoniare una vocazione turistica troppo a lungo trascurata.

VERSO ALBISOLA
Oltre la Torretta il percorso pedonale continua a quote differenti: a lato Aurelia come allo stato attuale e alla quota dell'acqua, dove viene prolungato il nuovo molo/passeggiata in legno. il progetto prevede un percorso in legno, luogo dove passeggiare ma anche dove si potrebbero ricavare nuovi posto barca. Il progetto imposta il nuovo camminamento da cui raggiungere, sottopassando l'Aurelia, che in questo tratto è su pilastri, il piccolo spazio pubblico che si trova alla sommità delle vecchie mura cittadine e ridiscendere lungo via S. Lucia, fino alla Torretta. In questo tratto il marciapiede della via viene allargato e reso più agevole da percorrere.
In questo tratto di Aurelia che arriva a Savona parrebbe interessante il suggerimento di spostare le luci stradali sul lato a monte perché la vista del mare e del porto non sia resa difficoltosa dall' attuale abbaglio luminoso che crea una barriera alla percezione. Si potrebbero inoltre posizionare delle luci a terra, sempre dal lato a monte, per evidenziare la porzione di cinta muraria che delimita il limite storico della città.


Concorso di idee per la progettazione di opere e interventi di riorganizzazione funzionale finalizzati ad ottenere la migliore integrazione del tessuto della città antica con gli spazi del fronte mare e della vecchia darsena

Ente banditore: Comune di Savona

Progetto vincitore:
Concorrente capogruppo: arch Silvia Dagna
Concorrenti: arch Silvia Dagna ,arch Serena Galassi ,arch Simona Maurone
Collaboratori:arch Alessandro Console

Progetto secondo classificato:
Concorrente capogruppo: arch Christian Benvenuto

Progetto terzo classificato:
Concorrente capogruppo: arch Gian Carlo Tranzatto

Superficie dell’intervento: 40.000 mq


Silvia Dagna
Si laurea in architettura presso la facoltà di Genova con una tesi progettuale per una casa dello studente ed un centro polivalente svolta presso l 'E.T.S.A.B. di Barcellona, Spagna. con Enrico D.Bona e Albert Viaplana i Vea.
Collabora con il laboratorio di progettazione urbanistica presso la facoltà di architettura di Genova.
Opera nel campo della progettazione e della pianificazione urbanistica.
Attualmente segue la progettazione architettonica delle aree ricreative sportive e del complesso polifunzionale a servizio degli utenti Interporto di Vado Ligure, Savona

Serena Galassi
Si laurea in architettura presso la facoltà di Genova con una tesi progettuale per una casa dello studente ed un centro polivalente" svolta presso l 'E.T.S.A.B. di Barcellona, Spagna. con Enrico D.Bona e Albert Viaplana i Vea.
Lavora nel campo del design e della progettazione architettonica, realizzando numerosi interventi tra cui la sistemazione delle aree di pertinenza della CGIL di Savona.
Attualmente negli Stati Uniti, opera nel campo del design e landscape a Birningham, Alabama.

Simona Maurone
laureatasi in architettura con una tesi sulla riqualificazione della "passeggiata degli artisti" di Albissola Marina (SV), si specializza in architettura per lo spettacolo con il master attivato dalla facoltà di architettura di Genova.
Partecipa all’allestimento per l’inaugurazione dei magazzini dell’Abbonadanza/Porto Antico di Genova con lo studio Archiluce e per la manifestazione "Le età invisibili" – Palazzo Ducale di Genova con lo Studioazzurro.
Lavora nel campo del design, grafica e allestimento a Genova, Savona, Torino, Montpellier.

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