Il Louvre inaugura una nuova architettura
Progetto architettonico di Mario Bellini e Rudy Ricciotti
Progetto museografico e allestimento di Mario Bellini e Renaud Pierard
A ventitré anni dall'apertura della piramide progettata da Ieoh Ming Pei, il
Louvre inaugura la sua seconda e ultima architettura contemporanea: è il nuovo
dipartimento delle arti islamiche realizzato nella court Visconti su progetto
dell'architetto milanese Mario Bellini con il collega francese Rudy Ricciotti.
Sette anni di lavoro (il concorso internazionale è stato vinto nel 2005), tre
anni di cantiere, 6.800 mila quadrati in più per il museo francese di cui 3.800
espositivi, destinati a ospitare la prestigiosa collezione di arti islamiche,
fino a oggi esposta in sale ristrette e inadeguate.
La nuova architettura - che si inaugura il 18 settembre alla presenza del
presidente François Hollande - non è un edificio nel senso tradizionale del
termine e neppure una semplice copertura della corte. “È piuttosto un enorme
velo che ondeggia come sospeso nel vento sino quasi a toccare in un punto il
pavimento della corte ma senza ingombrarla totalmente, né contaminarne le
storiche facciate” spiega Mario Bellini, autore con Renaud Pierard anche
dell'allestimento museale. L'apertura al pubblico del nuovo Dipartimento - che
si sviluppa su due piani e al quale si accede a partire dalla piramide, e
occasionalmente anche dal lungo Senna, attraverso la stessa Cour Visconti - è
prevista a partire dal 22 settembre.
IL PROGETTO
“Non ci ha ispirato nessun riferimento folkloristico, ma solo una scelta strategica:
sarebbe stato molto più facile generare un nuovo spazio coprendo la Corte
Visconti con una classica vetrata, ma ciò avrebbe esposto l'arte dell'Islam a
un'imbarazzante promiscuità con i caratteri settecenteschi della reggia dei re
di Francia. Mentre costruirvi nel mezzo un nuovo piccolo edificio pluripiano
avrebbe significato disperdere l'intera collezione su più livelli. La soluzione
è stata invece un foulard che ondeggia come sospeso nel vuoto sin quasi a
toccare in un punto il pavimento, senza ingombrarlo totalmente, né contaminarne
le facciate storiche”.
Mario Bellini
“Un gesto, delicato, che esaltasse questa collezione, tenendola sospesa in un
dialogo di semitrasparenze e di luce - ma senza incongrue interferenze - con la
settecentesca Corte Visconti, le sue facciate e il cielo di Parigi”.
Mario Bellini
“Alla geometria della copertura, flessuosa e quasi tessile, risponde la continuità
dello spazio interno, popolato da grandi vetrine-teca interamente in cristallo,
liberamente disposte come pesci in un acquario. Ancora il vetro è chiamato a
sigillare verticalmente - in posizione arretrata rispetto al suo perimetro esterno
- l'intera copertura con il pavimento della corte. Qui la sfida, vinta, è stata
di farlo in modo totalmente invisibile. Sotto il grande mantello della
copertura lo spazio è stato mantenuto unitario con un percorso sempre fluido e
dinamico. Alcuni “squarci”, praticati al piano della corte aprono anche per il
livello sottostante la vista della copertura e la percezione della luce
naturale, generando un coinvolgente senso di integrità dell'intero spazio
museale”.
Mario Bellini
“Nessun riferimento - ovviamente - a tappeti volanti, veli islamici o musciarabia:
solo un profondo rispetto per la collezione islamica, unito a una personale
conoscenza (maturata nel corso di numerosi viaggi) del suo contesto geografico
culturale”.
Mario Bellini
“La nostra più grande sfida è stata mantenere le promesse implicite del
progetto di concorso, senza perderne lo slancio e la tensione iniziale:
- mantenere il senso di leggerezza, sospensione / levitazione della copertura
- controllare e moderare la luce del giorno senza perdere l'atmosfera plein air
- studiare una compatibilità empatico / dialettica tra corte e nuovo padiglione
- collegare con il consueto percorso di visita del Louvre i nuovi spazi
dedicati all'arte islamica con senza comprometterne la singolarità”.
Mario Bellini
DEFINIZIONI DELLA COPERTURA
“Tappeto magico”
“Foulard”
“Vela”
“Tenda beduina”
“Duna d'oro”
“Onda dorata”
COME È COMPOSTA LA COPERTURA?
- Ha uno spessore variabile da 20 centimetri a un metro e mezzo e pesa in tutto
120 tonnellate.
Una superficie di circa 1500 metri quadrati. È composta da circa 2400 triangoli
di circa 120x120x160 centimetri. L'altezza massima da terra è di circa 8 metri.
- È sostenuta solo da otto leggeri pilastri non verticali con inclinazioni
diverse tra loro, per accentuarne l'effetto di leggerezza.
- È il frutto di lunghi studi e ricerche - realizzati per il Louvre - ed è il
risultato di una somma di materiali che, dall'esterno all'interno, sono
nell'ordine:
1 - doppi pannelli triangolari esterni a maglia di alluminio brillantato (color
oro e color argento)
2 - doppi vetri isolanti e filtranti
3 - struttura spaziale reticolare in tubi di acciaio saldati
4 - pannelli triangolari a nido d'ape di alluminio lucido per rifrangere le
immagini esterne e diffondere la luce diurna
5 - come per la pelle esterna ancora doppi pannelli triangolari a maglia di
alluminio brillantato (color oro e color argento).
GLI ALTRI MATERIALI USATI
- Le pareti perimetrali al livello della corte sono in grandi lastre di vetro
extrachiaro a forte spessore con giunti invisibili.
Gli spazi museografici al livello inferiore e la scultorea lunga scala di
collegamento tra piano terra e piano interrato sono realizzati interamente con
speciale cemento nero cerato.
- I pavimenti sono realizzati in lastre di cemento grigio scuro con inclusioni
metalliche a effetto dorato e argenteo.
ALTRI NUMERI
COSTI:
40 milioni di euro circa: comprensivi di allestimento.
SUPERFICI:
2.200 mq circa (55x40m): superficie Cour Visconti.
6.800 mq circa: superficie totale dell'intervento.
3.800 mq circa: superficie espositiva.
GRANDI VETRINE:
60 circa: in cristallo e di varie dimensioni dove saranno collocati a rotazione
da 3 a 4 mila oggetti della preziosa collezione dell'arte islamica in possesso
del Louvre, comparabile per ricchezza a quella del Metropolitan Museum di New
York e del Victoria and Albert Museo di Londra.
LE DATE
Luglio 2005: Mario Bellini e Rudy Ricciotti sono dichiarati vincitori del
concorso alla presenza del presidente Jacques Chirac
Luglio 2008: cerimonia di posa della prima pietra alla presenza del presidente
Nicolas Sarkozy.
Gennaio 2009: inizio del cantiere
Agosto 2012: consegna del cantiere
Settembre 2012: Il martedì 18, il presidente François Hollande inaugura il
nuovo Dipartimento delle arti islamiche
MARIO BELLINI
Architetto e designer di fama internazionale. Viene premiato otto volte con il
Compasso d'Oro ed insignito di riconoscimenti internazionali, tra cui la
Medaglia d'oro assegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
per la diffusione del design e dell'architettura nel mondo (2004) e la Medaglia
d'oro di Benemerenza Civica del Comune di Milano (Ambrogino d'Oro, 2011).
Ha tenuto conferenze nei più importanti centri culturali del mondo ed è anche
stato direttore di Domus.
È presente con 25 opere nella collezione permanente del Museum of Modern Art di
New York che nel 1987 gli ha dedicato una retrospettiva personale.
Numerosi gli allestimenti di mostre in Italia e all'estero.
Dagli anni ‘80 ha realizzato il quartiere Portello di Fiera Milano, il Centro
Esposizioni di Villa Erba, il Tokyo Design Center in Giappone, Natuzzi America
Headquarters negli Stati Uniti, la Fiera di Essen in Germania, la National
Gallery of Victoria a Melbourne, il quartier generale della Deutsche Bank a
Francoforte, il Museo della Storia di Bologna e il Verona Forum.
In attesa di avvio il Centro culturale di Torino. È appena stata avviata la
ristrutturazione della Pinacoteca di Brera.
In fase di prossima ultimazione:
- a Genova il complesso del Parco scientifico-tecnologico Erzelli;
- il nuovo Milano Convention Center, il più grande d'Europa;
- il complesso per uffici, Casa Altra, Düsseldorf.