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Il progetto di B+C Architectes per il porto di Le Havre Primo porto francese di container, il porto di Le Havre controlla all’incirca il 60% della globalità del traffico portuale di container francese. Situato a due ore da Parigi, le Havre con Anversa e Rotterdam è uno dei porti europei capaci di accogliere le più grandi navi porta-container oggi in navigazione. Decisa a confortare questa posizione, l’autorità portuale si è ingaggiata nel progetto detto "PORT 2000", progetto dichiarato di interesse nazionale. L’obiettivo è quello di accogliere nelle migliori condizioni navi da 300 a 350 metri di lunghezza e nello stesso tempo favorire l’interscambio con gli altri mezzi di locomozione . Un’estensione dei lineari di banchine e della superficie portuale per lo stoccaggio si rendono necessari.
Schema generale Il progetto, che si estende su di una superficie complessiva di 600 ettari, comprende inoltre la riorganizzazione di tutto il sistema di accesso terrestre e ferroviario e la creazione di una zona "logistica" destinata ad accogliere edifici per all’incirca 160 000 m2. METODOLOGIA
Schema di trasformazione Il progetto è l’occasione per evitare che il territorio diventi un "continuum" indifferenziato, l'accumulazione di una serie elementi che non comunicano, e far si che, una volta iscritto in un quadro globale, ogni elemento sia capace di conservare la sua propria identità. Appare a questo punto evidente che l’adozione di una strategia progettuale, come quella qui evocata, implica l'applicazione di una metodologia di lavoro che oltrepassi necessariamente la tradizionale divisione dei ruoli e cioè: agli architetti e agli urbanisti: la definizione delle norme e delle funzioni, l'applicazione di una serie di regole formali (la scelta dei colori, le "cubature", il costruito, etc.); Cosi come, vista la quantità e la natura delle funzioni e dei soggetti capaci di interagire con il tema progettuale- non ultimo il fattore temporale- noi restiamo convinti che, a questo stadio del progetto, non si tratti esclusivamente di "disegnare" una zona portuale e/o industriale. - temporali (presenza di aree "terminate" accanto ad aree non costruite o in attesa di essere commercializzate)
Planimetria PRESENTAZIONE DEL PROGETTO - orientazione: nella zona "logistica" l’implantazione degli edifici e dei lotti si fa perpendicolarmente all’estuario in maniera da permettere il massimo di permeabilità visuale da e verso il mare. Resta da dire che ogni edificio è accompagnato su ogni lato lungo da una banda "vuota" di all’incirca 25/30m di larghezza per fare in modo che l’edificio sia desservito da camion e treni porta container.
Schemi: Vuoti, Costruiti, Circolazioni - circolazione: il sistema di circolazione è strutturato a partire di una colonna vertebrale il "boulevard de l’industrie" asse, situato tra nuova zona "logistica" e i settori esistenti a nord. Il "boulevard de l’industrie" contiene tra l’altro i bacini di ritenzione, e la nuova "route de l’estuaire", strada aperta alla circolazione pubblica, situata in altezza su un terrapieno e che attraversa completamente la zona portuaria e partecipa alla "messa in scena" dell’ingresso est al porto.
Prospettiva Boulevard - apertura: una zona verde denominanta "fenetre paysagere", con costruzioni a bassa densità, aperta al pubblico e destinata ad accogliere servizi e funzioni comuni, è ritagliata all’interno dalla trama paesaggistica e diventa elemento di articolazione tra la zona di "stoccaggio container" e la zona "logistica".
Prospettiva dal mare Questo vuoto è posizionato strategicamente nel punto in cui la "ruote dell’estuaire" cambia orientazione, da perpendicolare diventa parallela alla costa, creando un apertura visuale verso il mare.
Prospettiva via dell'estuario In quest’area, l’installazione di un elemento alto, probabilmente una gru dismessa, permetterà ai visitatori e al pubblico di "sorvegliare" lo stato dei lavori e la vita del porto. In tutto il dispiegarsi del progetto, una delle principali preoccupazioni è stata quella di evitare che la zona divenisse un’area completamente introversa, dall’uso privatistico, una barriera alla fruizione ed alla percezione della costa. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale Interrogarsi sulla relazione tra lo spazio "pubblico" e "privato", sulla loro possibile coesistenza e su come integrare nozioni di separazione, chiusura (pur necessari visto che la zona "logistica" è destinata ad accogliere merci in attesa di essere sdoganate, e l’accesso alla zona "stoccaggio container" è per motivi di sicurezza ristretto rigorosamente agli addetti ai lavori ) e permeabilità.
Pianta generale In questo senso, il progetto si propone di essere elemento federatore e di ricomposizione delle differenti realtà territoriali nei quali è iscritto, attraverso un "network" di circolazioni "dolci " che permette di attraversarlo e suscettibile di coinvolgere a lungo termine tutto l’estuario fino al Ponte di Normandia.
Analisi - paesaggio: una trama costituita da bande vegetali incostruttibili (disposte all’incirca ogni 320 metri e di circa 20m di larghezza ), partecipa allo stesso titolo degli altri elementi alla costruzione del grande paesaggio marcandolo.
Abaco vegetazione Due grandi boschi rispettivamente di 14 e 56 ettari definiscono gli ingressi est ed ovest alla nuova zona portuale. Parcheggi e barriere di controllo vi sono "ritagliati" all’interno come delle radure. La riserva naturale è prolungata fino agli estremi limiti del porto insinuandosi tra gli interstizi della zona ferroviaria e il mare.
Concetto Un grande "vuoto" taglia su tutta la sua lunghezza l’area in direzione est-ouest, offrendo ai visitatori una prospettiva a scala territoriale (su all’incirca 8 km) e inglobando il "boulevard de l’industrie" e il sistema di terrapieni e bacini reso necessario per proteggere la zona "stoccaggio container" dalle cisterne petrolifere presenti più a nord. Tenuto conto delle enormi quantità di spazi vegetali previsti, l’autorità portuale sta valutando su proposta dell’equipe progettuale , la possibilità di installare, a sue spese e nell’area denominata "fenetre paysagere" una micro-impresa destinata all’allevamento di animali da latte e da lana. La loro presenza permetterà una manutenzione "naturale" delle aree verdi. Allo stesso modo l’area a ovest, destinata a accogliere negli anni successivi al 2005 ed in seconda fase, altri 5 nuovi "poste à quai" sarà completamente "preparata" e la loro utilizzazione affidata a degli agricoltori locali.
Pianta
Progetto Port 2000 (Le Havre (76)- Francia)
B+C è uno studio creato nel 1999 |