Architettura

Come una piega del terreno…
Inaugurato l'Auditorium a Ravello di Oscar Niemeyer

"Non è l'angolo retto che mi attrae, e nemmeno la linea retta, dura, inflessibile creata dall'uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne del mio paese, nella donna preferita, nelle nuvole del cielo e nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l'universo. L'universo curvo di Einstein."
Nello studio di questo spazio, l'architetto brasiliano è partito proprio dal plastico, visti anche i problemi legati al dislivello del terreno: "… il terreno irregolare, stretto, con una inclinazione trasversale molto accentuata. Di qui l'iniziativa di far costruire un plastico." E ancora: "… non pensavo affatto a un'opera costosa che potesse implicare dei movimenti di terra non necessari e perciò ho assunto come punto di partenza la decisione di localizzare il parterre esattamente secondo l'inclinazione data e il progetto ha cominciato a sorgere."










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Inaugurato l'Auditorium a Ravello progettato da Oscar Niemeyer
Guarda il mare l'Auditorium ‘Oscar Niemeyer'. Ed è quasi a metà tra il cielo e la terra. Ci sono voluti dieci anni per realizzarlo. Ci sono volute polemiche, petizioni, battaglie legali. È stato inaugurato il 29 gennaio 2010. E il colore bianco, le curve disegnate dall'architetto brasiliano tra i più noti al mondo, sono entrati in tutto e per tutto a far parte della Costiera Amalfitana. È lunga la storia dell'Auditorium: da un lato c'erano l'allora amministrazione comunale, la Regione Campania che volevano dotare Ravello di una struttura che fosse in grado di ospitare eventi musicali e non, anche in inverno e non solo durante i mesi estivi, come avveniva in occasione del Festival musicale. Dall'altro gli ambientalisti, in particolare Italia Nostra, che sostenevano che con l'opera veniva violato l'ambiente. È nel 2003 che scoppia il caso, quando 160 intellettuali, firmarono un manifesto in difesa della struttura. Remo Bodei e Massimo Cacciari, Roman Vlad e Sylos Labini, tra gli altri, intesero attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla decisione che il Tar avrebbe dovuto prendere nel gennaio 2004 in merito alla prosecuzione dell'opera o alla sua interruzione. L'ombra degli intoppi legali sulla vicenda erano comparsi quando i proprietari del terreno, dove sarebbe dovuto sorgere lo stabile, decisero di ricorrere al Tar dopo che il progetto aveva superato l'iter amministrativo e burocratico. Vennero affiancati dagli ambientalisti di Italia Nostra. E da allora iniziarono anni di battaglia. Fino ad oggi quando alle ore 12 in punto il nastro dell'inaugurazione è stato finalmente tagliato. Niemeyer ha pensato a tutto, ai dettagli. I colori delle poltrone sono diversi l'uno dall'altro: ognuno riporta una diversa sfumatura di blu. Tutto insieme sembra un'onda del mare. E poi, sul lato destro un enorme oblò: si vede il cielo. E poi davanti alla platea, il mare. Domenico De Masi, presidente della Fondazione Ravello, la storia dell'Auditorium l'ha seguita tutta. E oggi quasi sorride ripensando alle polemiche. "Sono stati anni di ottimismo – dice – un po' come la gestazione, difficile ma alla fine arriva il figlio e tutto si dimentica". Si augura, De Masi, che l'Auditorium "porti felicità". Intanto "ce l'abbiamo fatta, la difficile sfida è stata vinta", esordisce il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino: "È la dimostrazione che si può fare grande architettura anche in un luogo delicato, storico come Ravello". Quattrocento posti a sedere, 107 posti auto, un costo di 18,5 milioni di euro, sale di registrazione, sale prove, camerini, un palco di 167 metri quadrati. È tutto questo e anche di più l'Auditorium che stasera ospiterà il gala di danza della Escola do Teatro Bolshoi no Brasil. Oliviero Toscani oggi scattava foto ("sono felice e commosso") mentre Josè Sussekind, tra i più stretti collaboratori di Niemeyer raccontava di come l'architetto – 102 anni – sia stato felice del risultato. Domani e domenica incontri, dibattiti, concerti alterneranno Lucio Dalla, Salvatore Accardo, all'orchestra del teatro San Carlo, tra gli altri. Insomma l'Auditorium inizia a vivere. E lo farà non smettendo mai di guardare il mare.

Patrizia Sessa - (Ansa)