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Arcosanti |
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All’approssimarsi del sito si facevano sempre più intensi la curiosità, l’interesse e il rispetto per il coraggio di un uomo che ha dedicato la sua vita a realizzare un sogno personale a beneficio per tutti. Nutrivo anche qualche dubbio su quanto avevo precedentemente letto a proposito del progetto di Arcosanti e delle teorie urbanistiche ad esso sottese. Avevo in mente le immagini di questi enormi edifici-città autonomi, racchiusi su se stessi e posati in territori vergini, che richiamano fortemente quella cultura progettuale sviluppatasi negli anni ‘70, proponente organismi abitativi con tutte le funzioni compattate in megastrutture onnicomprensive, in cui ogni persona può muoversi dalla sua cellula residenziale al settore riservato all’attività lavorativa o di ricerca o commerciale, ecc., con ascensori, tapis roulants, camminamenti attraverso reticoli strutturali giganteschi tra i quali, ogni tanto, si aprono giardini pensili e vedute su un panorama sconfinato e selvaggio, interrotto sull’orizzonte lontano da qualche sagoma di un altro mega-edificio per 5-10 mila abitanti. Tale visione urbanistica è supportata da una serie di numeri, percentuali e considerazioni a scala planetaria ed anche da una profonda e rassicurante prospettiva di poter gestire flussi, energie, uso del tempo e clima interno grazie al progresso tecnologico. Il mio piccolo scetticismo, invece, era supportato da immagini come quelle del film Brazil, oppure di riunioni di condominio accese, ben più agguerrite di quelle che oggi esplodono tra coinquilini di una palazzina di pochi piani. Ma ciò che ci attendeva nella realtà era un’Arcosanti lontana dall’idea che se ne può avere dai disegni di mega-strutture pubblicati da Soleri nei vari libri editi durante la sua vita di architetto. Al di là di teorie avveniristiche, di cui un giusto approfondimento non concerne questo scritto, ciò che risulta di grande interesse ad Arcosanti è proprio la qualità del piccolo agglomerato finora costruito, sia in termini spaziali che comunitari, scaturiti dalla continua sperimentazione progettuale e applicativa di Paolo Soleri. Il particolare carattere riscontrabile nei manufatti visibili in quel luogo stimola a concentrare il soggetto della nostra analisi sulle qualità dell’intreccio urbano ed architettonico di Arcosanti, provando anche a individuare i riferimenti e le affinità spaziali di questa edificazione e, non ultimo, rivelare la modernità dell’operato che la sottende e del risultato conseguito nella realtà costruita. |
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Arcosanti |
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