|
|
|
Franco Albini. Musei e allestimenti La mostra itinerante Franco Albini. Musei e allestimenti, curata da Federico Bucci e Augusto Rossari e promossa dal Dipartimento di Progettazione dell’Architettura del Politecnico di Milano, intende presentare una parte significativa dell’attività progettuale dell’architetto e docente milanese, in occasione del centenario della sua nascita. Fin dagli esordi professionali, negli anni trenta, Albini dimostra, infatti, una particolare sensibilità nell’affrontare il progetto dell’architettura degli interni, con particolare riguardo alle architetture dei padiglioni espositivi per le fiere, o all’allestimento di mostre.
E’ il periodo in cui l’architettura moderna italiana, esclusa dai grandi incarichi pubblici, compie le sue sperimentazioni più avanzate nel campo dell’architettura temporanea. Albini interpreta con slancio gli inviti a cercare una "via italiana" nel "rinascimento europeo", dando vita ad opere molto apprezzate dalla critica e dal pubblico, come i padiglioni INA alla Fiera (a partire dal 1933), gli allestimenti per la Mostra dell’Aeronautica (1934), per la VI (1936) e VII (1940) Triennale e per la mostra "Scipione e il bianco e nero" (1941) alla Pinacoteca di Brera.
Nel Dopoguerra e negli anni Cinquanta altri allestimenti espositivi (alla Triennale di Milano e a Palazzo Grassi e alla Biennale di Venezia) o commerciali (come la pellicceria Zanini e la libreria Baldini e Castoldi a Milano) dimostrano una maturità compositiva. In questi esempi, l’attenzione ai nuovi materiali e la razionalità della composizione architettonica, si uniscono a ricerche pittoriche e di psicologia della percezione, declinando una grammatica dello spazio di grande intensità e raffinatezza. Tuttavia, anche per il loro carattere temporaneo, queste architetture d’interni non hanno trovato una giusta collocazione nella storiografia dell’architettura italiana tra le due guerre. |
|
|
|
|
Più conosciuti sono invece i musei che Albini progetta (con Franca Helg) a partire dagli anni cinquanta. A Genova, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e il Museo del Tesoro di San Lorenzo, sono capolavori su cui si è scritto molto, ma che meritano nuovi approfondimenti sia alla luce dell’esperienza di Albini compiuta nell’anteguerra, sia in un più stretto contatto con il dibattito sulla tradizione e sull’impegno nella Scuola che hanno proiettato la cultura architettonica italiana in una dimensione internazionale. Articolo inserito il 30 marzo 2005 |